Quest’anno le classi prime della scuola secondaria di primo grado hanno aderito al progetto “vivere e condividere la mia montagna” ideato dal comune di Costacciaro in collaborazione con il Nucleo Ambientale dei Carabinieri, la Protezione Civile Monte Cucco, il Club Alpino Italiano, la Protezione Civile Alta Umbria e l’Università degli Uomini Originari di Costacciaro. Lo scopo di tale progetto è quello di portare, attraverso un coinvolgimento emozionale, ad amare il territorio in cui si vive affinché si riesca a tutelarlo. Ulteriore intento del progetto è quello di insegnare ai ragazzi ad approcciarsi all’ambiente naturale in sicurezza per limitare l’insorgenza di pericoli o di riuscire a superarli nel momento in cui essi si presentino.

Per tre giorni i nostri studenti accompagnati dai professori Marianelli, Sini e Battipaglia hanno soggiornato nel parco naturale regionale di Monte Cucco svolgendo varie attività. La prima è stata la traversata della grotta di Monte Cucco da Pian del Monte a Pian delle Macinare accompagnati dalle guide speleologiche dell’associazione Tra.Montana. Gl iallievi hanno percorso circa 900 m nelle viscere della montagna ammirando pozzi profondi, sale maestose scavate dalla natura, concrezioni gigantesche ed antiche iscrizioni opera dell’uomo. Hanno sperimentato il buio e il silenzio assoluto e ascoltato con interesse le spiegazioni e i racconti delle guide. Attraversando boschi di faggi sono arrivati al campo base allestito dalla protezione civile che ha anche provveduto ai pasti nell’adiacente rifugio.

Nel pomeriggio, dopo agguerrite partite di pallone con gli allievi delle altre scuole di Costacciaro e Scheggia con cui hanno condiviso questa avventura, hanno partecipato a interessanti simulazioni di incidenti con ricerca dei dispersi mediante l’utilizzo delle unità cinofile (Soccorso Alpino e nucleo cinofilo della Protezione Civile).

Il secondo giorno, dopo il pernottamento in tenda, sono stati protagonisti di una escursione alla Grotta del Forno organizzata dall’associazione Tra.Montana. Gli esperti hanno tenuto delle lezioni di botanica, zoologia e geologia (su doline e fossili in particolare). Gli allievi hanno appreso il nome di gran parte degli alberi, arbusti e fiori che costituiscono le faggete, abbiamo osservato numerosi insetti e ascoltato il canto degli uccelli. Hanno scoperto che la montagna è stata plasmata dal lavoro antico dell’uomo, attraverso i resti di antiche carbonaie, miniere abbandonate e i boschi cedui. Le guide hanno anche indicato loro come muoversi lungo i sentieri in sicurezza e raccontato antiche leggende di questi boschi.

L’ultimo giorno sono partiti per una lunga escursione nella Valle di San Pietro lungo il Rio Freddo che più avanti scava nel calcare massiccio l’omonima forra che ha visto nascere il torrentismo italiano. Nelle acque di questo fiume, che a tratti scompare sottoterra, hanno scoperto un mondo brulicante di vita: plecotteri, efemerotteri, tricotteri, gamberi e sanguisughe che hanno osservato da vicino grazie alle guide. Oltrepassando la Croce dei Fossi dove il neonato Rio Freddo incontra il fosso di San Pietro e dove secondo la leggenda le streghe s’incontrano la notte di San Giovanni, si sono riposati sotto i faggi secolari della “Madre dei Faggi”, tra cui vive ancora il faggio più antico del parco regionale del Monte Cucco; e si sono poi dissetati alla “Fonte dell’acqua fredda”, ammirando la pianta della Belladonna, bellissima e pericolosa. Al campo base, hanno imparato coi volontari della protezione civile a smontare le tende che li hanno ospitati.

Alcuni pulmini messi a disposizione dal comune, li hanno infine accompagnati a Costacciaro dove la guida Mirko Berardi ha illustrato loro il Museo di Monte Cucco ospitato in antico edificio del centro storico, che conserva lo scheletro di un esemplare di Ursus spelaeus (risalente all’ultima glaciazione) e altri animali fossili trovati nella grotta di Monte Cucco;accanto a questi dei plastici che mostravano lo sviluppo delle grotte e del bacino idrogeologico di questa zona.

Per i ragazzi è stata un’esperienza indimenticabile, a volte dura, faticosa e impegnativa: i ragazzi hanno dovuto fare i conti con le loro paure, le loro debolezze e la lontananza da casa. è sicuramente stata un’esperienza che tutti vorrebbero ripetere.

Ecco alcuni commenti tratti dai temi che i ragazzi hanno elaborato al ritorno da questa avventura:

E’ stata la grotta più bella in questi 11 anni!” - Armir

Immaginate di essere appena scesi da una scala verticale lunga 27 metri… Voi direte “emozionante!”, ma se vi dico che in realtà la grotta è profonda 900m …vi rimangerete l’“emozionante di prima. [...] Vogliamo parlare dell’uscita? In quell’attimo stavo soffocando, la paura prendeva il sopravvento, ma ce la dovevo fare a tutti costi! Così mi sono fatta coraggio, piede dopo piede, mano dopo mano, sono arrivata all’uscita. Queste grotte sono favolose e ci ritornerei volentieri. [...] Tanti complimenti al cuoco, all’aiuto-cuoco e a tutti i camerieri volontari.” - Agnese

La grotta di Monte Cucco è profonda circa 900m e per scendere ho dovuto chiamare i Santi perché le lunghe rampe di acciaio erano gelate come i ghiaccioli ma all’interno era spettacolare: le stalattiti e le stalagmiti erano come denti aguzzi di uno squalo” - Giovanni

“…ci hanno fatto vivere pure il buio assoluto spegnendo tutte le luci e stando in silenzio mi sono accorto che aprendo o chiudendo gli occhi vedevi sempre la stessa cosa: l’oscurità” – Francesco

“…a Pian del Monte c’era una statua con il mio nome dedicata a tutti coloro che volessero spiccare il volo come uccelli….Eravamo emozionati , soprattutto io perché era la prima volta che dormivo in tenda” - Giulia

Gita a Monte Cucco, tre giorni, emozioni, luoghi da vedere, clima, animali, piante, tutto da immortalare nella mia mente ma soprattutto nel mio cuore. Ogni attimo di quella gita è stato indimenticabile…. Un altro posto bellissimo è stato il museo. Lì abbiamo osservato tanti scheletri di animali come l’orso delle caverne. La guida ci ha anche mostrato un plastico raffigurante i vari strati della terra sottostante che naturalmente non si trovano nelle altre regioni” - Alice

Questa grotta mi è piaciuta perché potevi essere tutt’uno con la natura e incontrare animali come il pipistrello” - Ginevra

La vista mozzafiato che si vedeva dall’uscita della grotta di monte Cucco era uno spettacolo. Poi quando mi dirigevo verso il campo base mi inoltravo nel bosco ed era bellissima tutta quella natura attorno a me come il canto degli uccellini e il fresco degli alberi…Dal campo base si vedeva la vetta del monte Cucco ed era bellissima quando era illuminata da sole, uno spettacolo della natura. Ogni volta che la guardo mi stupirò come se fosse la prima volta…il momento che mi è piaciuto di più è quando ho visto la gola del Lupo, trecentocinquanta metri sotto i miei piedi, un momento di stupore e paura” – Francesco

L’uscita didattica a monte Cucco è stata piena di avvenimenti piacevoli ma anche spiacevoli. Uno di questi è quando nella grotta la guida Mirko ci volle far provare la vera sensazione del buio totale ma una volta spente le luci, la felpa di Igor, che era verde fluorescente illuminò tutta la grotta rovinando il buio totale ma anche facendoci fare qualche risata. [...] Un altro momento emozionante è quello in cui, camminando per il bosco, ci imbattemmo in una carbonaia che è un piccolo spiazzo in cui decine di anni fa si produceva il carbone; mi è piaciuta perché ho potuto raccogliere del carbone rimasto sul suolo e poi tornato a casa provare ad accenderlo” – Giovanni

“…nel buio assoluto si sentivano solo le gocce d’acqua che si schiantavano al suolo.  Il terzo giorno siamo passati vicino ad un fiume e si sentivano gli uccellini cinguettare e il rumore del vento che spostava le foglie degli alberi. Mi è piaciuto molto stare a contatto con la natura e gli animali”- Elisa

Uno dei momenti che mi è piaciuto di più è stato il museo di Costacciaro: ho saputo che nelle grotte di monte Cucco, nella seconda era glaciale viveva una fauna ampia tra cui l’orso delle grotte, lo stambecco e il mio preferito il rinoceronte lanoso che purtroppo si è estinto.” - Masao

Le nostre tende erano grandissime e all’interno molto spaziose, per me era la prima volta che dormivo in tenda….il secondo giorno abbiamo fatto una partita Assisi contro Costacciaro e abbiamo vinto noi!” -Igor