Confucio diceva: "Se ascolto, dimentico, se faccio capisco". Le insegnanti dela scuola primaria annessa al Convitto Nazionale hanno preso spunto proprio da questa frase quando hanno pensato che fosse necessario chiudere in modo "pratico" il modulo di apprendimento dedicato alla stesura di una lettera. Quale migliore occasione, infatti, si può offrire ad un bambino di 7 anni per dimostrare di aver appreso come si scrive una lettera , se non fargli scrivere LA LETTERINA per antonomasia? Quella per BABBO NATALE ovviamente.

E così, una volta scritte e corrette, tutte le missive per il grande Omone Rosso sono state imbustate e l'intera classe, cappellino rossso d'ordinanza in testa, è partita alla volta dell'Uffcio delle Poste di largo Properzio.

In un’epoca in cui anche i più piccini sono, giocoforza, rapiti dall’eccesso di realismo e tecnologia, questo connubio di apprendimento “scolastico” e magica fantasia li ha entusiasmati e colpiti e hanno contagiato anche i passanti mentre andavano verso le Poste, sventolando ognuno la propria letterina.

Al ritorno a scuola, l’avventura è proseguita disegnandone i momenti più importanti, che per molti è stato proprio quando è stata imbucata la “magica lettera”.

Non ci resta che sperare che il grande Babbo possa esaudire i desideri che i nostri piccoli scrittori in erba hanno affidato ai sapienti circuiti delle Poste italiane. 

Noi, da adulti, non possiamo che giore nel vedere i grandi di domani affidati ad insegnanti che sanno ancora dosare realtà e fantasia e sanno ancora far vivere, con mezzi semplici, una scuola che sia veramente formativa, inclusiva e, perchè no? divertente!